Pinocchio
Liberamente ispirato all’universo di Carlo Collodi, questo adattamento restituisce a Pinocchio la sua dimensione più autentica, poetica e antropologica, configurandosi come un rito di formazione incentrato sui temi della crescita, della libertà e della ricerca d’identità. Il viaggio del protagonista non è un’evasione fiabesca, ma uno specchio del presente e una metafora del difficile percorso umano verso la consapevolezza.
La scelta di affidare il ruolo del burattino a un bambino risponde alla necessità filologica e scenica di preservarne la dimensione primordiale. Pinocchio incarna l’infanzia nella sua forma più pura e complessa: una forza vitale istintiva, caotica e disobbediente, mossa da un desiderio incessante di scoperta. Il personaggio si muove costantemente nella tensione tra l’impulso alla libertà assoluta e l’impatto con il limite, la regola e la responsabilità. In questa visione, l’errore e la caduta non sono colpe, ma deviazioni necessarie alla trasformazione e alla conoscenza di sé.
La messa in scena mantiene un forte radicamento nella realtà sociale dell’opera collodiana, restituendo un mondo segnato dalla povertà, dal sacrificio e dalla lotta per la sopravvivenza. Geppetto incarna la capacità di trasformare la miseria materiale in atto creativo e d’amore assoluto. La sua bottega, spazio umile e spoglio, assurge a luogo simbolico del miracolo scenico: il punto d’origine in cui la privazione si fa generosità e la materia inanimata prende vita, offrendo una possibilità di rinascita in un eterno inverno che si apre alla primavera.
TRAMA
Geppetto, vecchio falegname povero e solo, costruisce un burattino con l’illusione di aver finalmente un figlio. Ma quel pezzo di legno si anima, e da quel momento inizia il lungo cammino di Pinocchio. Testardo, curioso e ribelle, il burattino fugge di casa in cerca di libertà, vivendo avventure incredibili: truffato dal Gatto e la Volpe, trasformato in ciuchino nel Paese dei Balocchi, inghiottito da un pescecane…
Sarà proprio grazie agli errori, alle cadute e all’amore incondizionato di Geppetto che riuscirà a crescere, fino a diventare finalmente un bambino vero.
LINGUAGGIO TEATRALE
Fiaba e realtà si fondono in una narrazione accessibile sia ai bambini che agli adulti, semplice ma mai superficiale. Non tutti gli episodi del romanzo sono inclusi, ma il cuore della storia rimane intatto.
L’ironia è centrale, poiché la storia evita nozioni semplicistiche di bene e male. Accoglie invece le complessità della vita: sogni, bisogni, contraddizioni.
I ruoli di Pinocchio e Lucignolo sono interpretati esclusivamente da bambini. Non si tratta di un vezzo stilistico, ma di una necessità drammaturgica. Il libretto è concepito specificamente per l’estensione emotiva, fisica e vocale di un bambino, offrendo al pubblico un’esperienza cruda ed emotivamente realistica.
MUSICA
Un omaggio alla grande melodia italiana: le orchestrazioni rinunciano alle sonorità pop moderne
per abbracciare un linguaggio colto e popolare allo stesso tempo, che fonde la tradizione dell’Opera e dell’Operetta in un Musical dal sapore autentico. Anche i testi riflettono questa scelta, utilizzando un linguaggio poetico e coerente con l’epoca del romanzo.
La partitura vive di temi ricorrenti che fungono da filo conduttore tra le innumerevoli avventure del burattino, adattandosi a ogni sfumatura del racconto:
– Gioco e Vitalità: Temi brillanti e ritmati accompagnano l’energia di Pinocchio, Lucignolo e il mondo colorato e infantile del Paese dei Balocchi.
– Contrasti Narrativi: Motivi che spaziano dalla dolcezza materna della Fata alle tinte cupe e burbere dei pericoli che il burattino incontra lungo la via.
– Commovente rinascita: Dalle atmosfere drammatiche del mare fino alla felicità del finale, la partitura guida il pubblico verso una naturale e profonda commozione.
STRUTTURA E CAST
+ 4 ruoli d'insieme
*Requisiti minimi